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Artworks

Per me la pittura è il luogo della memoria, almeno così è diventata nel tempo. 

Da sempre la figura umana è sempre stata al centro della mia attenzione perché l’uomo con le sue tante sfaccettature, mondi e contraddizioni, lascia spazio a tante domande, così nel ritratto trovo un modo naturale di lavorare, di entrare in relazione con l’altro, motivo per cui trovo una ragione concreta nella somiglianza, sovente, di un soggetto. 

Col tempo la mia ricerca si è spostata verso la direzione della memoria, in particolare nel recupero delle vecchie fotografie. Questo tipo di azione in realtà ha origini ben consolidate in me, infatti mi riporta alla mia infanzia, quando rovistavo in una valigia le tante fotografie di famiglia, non credendo ancora che quella un giorno sarebbe diventata la mia ricerca, spinto sicuramente da quello che è matrice della mia pittura: la paura della perdita e una nostalgia che accompagna silenziosamente il mio fare artistico. Talvolta questa ricerca può avere un carattere autobiografico, soprattutto quando prendo spunto da foto personali, ma credo che questo racconto sia un’occasione per fare pittura e parlare attraverso la mia esperienza delle vite che accomunano un po' tutti.

Attraverso le vecchie fotografie ho la possibilità di affacciarmi a una geografia umana sconfinata, ed è bello prendersi cura di un ricordo, di una fotografia che è resistita a chi l’ha scattata, immaginare scenari possibili, cosa poteva accadere prima o dopo uno scatto, chiedersi se quelle stesse persone in foto siano ancora vive, scrutare la vita degli altri e accorgersi anche che l’uomo non è così diverso dalla natura che lo circonda. Credo fortemente in questo e insieme al recupero delle vecchie foto presto attenzione anche al paesaggio, a volte mentale, con disegni e situazioni del tutto inventate, metafore che raccontano della relazione uomo - natura, dove la figura di un coniglio o di un albero possono diventare il ritratto di una persona. 

Penso che la pittura non può definirsi e definirci in un modo specifico, ma piuttosto ci aiuta a liberarci da certi schemi e risposte che vogliamo pronte per sentirci sicuri o confortati. È bello liberarsi e perdersi per un po', come un’immagine che non conosciamo, come un giorno che non conosciamo per ritrovarci poco alla volta più arricchiti. 

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