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Dormire con i fantasmi

a cura di Carla Ricevuto Tucou

13 aprile - 13 maggio 2019

Galleria Giuseppe Veniero Project, Piazza cassa di risparmio, 21, Palermo

 

 

DORMIRE CON I FANTASMI

di Carla Ricevuto

Critico d’arte

 

Il concetto di morte è sconosciuto quando sei piccolo è un qualcosa che non ti appartiene. Ti ritrovi tra le braccia dei tuoi genitori convinto che ti proteggeranno per tutta la vita, che saranno sempre giovani, forti e invincibili. Non scorgi nemmeno un difetto nella loro personalità e la sera ti addormenti percependo il loro respiro sul viso. Nessuna paura e nessun timore fino a quando, improvvisamente, capisci che non ci saranno per sempre, almeno fisicamente, e che un giorno saranno loro ad avere bisogno del tuo respiro sul viso, prima di lasciarti.

Dormire con i fantasmi, per Maurizio Pometti, è un dialogo lento, gestuale – a viso scoperto – con la paura della perdita. Sì, perché attraverso il medium del disegno e della pittura egli ripercorre parti del personale vissuto e scenari della vita dei suoi familiari come se fosse un continuo presente. Rielabora figure, momenti e ricordi li assembla come piccoli frammenti di un puzzle che più si compone, più si scovano pezzi creduti perduti ma che, semplicemente, erano adagiati sul fondo della scatola. Ricostruire un ricordo, per Pometti, è un antidoto che aiuta ad alleviare la sofferenza (futura in questo caso) perché permette di condividere il proprio letto, quasi con rassegnazione, con il tormento dell’inconscio.

Non a caso il percorso dell’artista, in questo preciso momento di ricerca, assume dei toni differenti rispetto al periodo precedente. La palette di grigi e blu, sapientemente adagiata su supporti come carta e tela, conferisce uno stato di evanescenza alle figure e paesaggi rappresentati. Memorie raccontate come sogni, stessa consistenza e stesse sfumature: perché i ricordi non si presentano quasi mai in modo chiaro e limpido, su di essi si adagia, un velo – sudario – che ne altera luce e colori. L’intera opera di Pometti si rivela come un composto di delicatezza e tormento, in memoria di quello che è stato e di ciò che sarà.

Simbolismi d’eccezione sono gli elementi che l’artista usa come narrazione, un fil rouge che mette in scena il teatro della vita vissuta e di come spesso si vorrebbe cambiarne la trama: ecco perché, nelle opere dell’artista, passato e futuro convivono in equilibri mentali.

Il suo lavoro si concede, inoltre, un’ironia che alleggerisce i toni. Se non possiamo modificare un ricordo, perché ormai parte del passato, abbiamo la libertà di modellarlo e alleggerirlo tramite l’ironia. La giocosità di Pometti si esprime in tutte le sue composizioni e in modo particolare negli acquerelli i quali restituiscono al fruitore una fanciullesca innocenza. L’artista si sente libero di mostrare le prove di colore, che sparse sul supporto, diventano parte integrante del ricordo, perché quando sei piccolo non hai paura di mostrarti e non hai paura delle “cose dei grandi”.

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